Lo Xestobium rufovillosum noto anche con il nome di grande tarlo orologio è un insetto coleottero che appartiene alla famiglia degli Anobidi.
Questa specie prende il nome dal richiamo sessuale degli esemplari adulti che sbattono a cadenza regolare la loro testa sul legno, provocando un rumore che assomiglia al ticchettio delle lancette di un orologio.
Le sue dimensione vanno dai 5 ai 7 mm di lunghezza, anche se in età adulta può raggiungere i 10-11 mm, e si nutre del legno duro delle latifoglie come castagno, quercia, frassino e faggio, mentre raramente si rivolge a quello delle conifere.
Inoltre, questo insetto infesta copiosamente le strutture lignee in quanto può deporre al suo interno dalle 40 alle 200 uova in piccoli sacchetti e senza sfarfallare.

Come riconoscere lo Xestobium rufovillosum
Questa specie può essere riconosciuto per il colore del suo corpo marrone e rosso, i ciuffi di pelo sul dorso con colorazione gialla ed oro, una conformazione tarchiata con un grande torace e delle piccole antenne.
Le femmine depositano le loro uova di colore bianco tendenti al rosa, piccole e lisce all’interno del legno o nei fori di sfarfallamento dopo l’accoppiamento.
Dopo la schiusa delle uova, le larve iniziano a scavare delle gallerie all’interno del legno seguendo parallelamente le sue fibre e creando del rosume grossolano con palline schiacciate. Questa attività può durare diversi anni se ci sono particolari condizioni, ma solitamente la fase larvale termina al massimo dopo quattro annualità.
Successivamente, i piccoli diventano pupe, raggiungendo la superficie del legno per un periodo che dura dall’inverno fino alla primavera successiva, quando ormai adulti produrranno e dei fori che avranno un diametro di circa 3-4 mm e sfarfalleranno pronti a riprodursi e ricominciare il ciclo vitale che può essere compreso da 1 fino a 10 anni.
Quale legni attacca questo insetto della famiglia degli Anobidi
Come detto, l’orologio della morte si riconosce per gli esemplari maschi ed il loro rumore che generano dovuto al fatto che il suo richiamo sessuale consiste nello sbattere il capo contro il legno, generando un udibile ma lieve tonfo con cadenza regolare che somiglia al ticchettio dell’orologio.
Questo coleottero colpisce il legno duro ma può concentrarsi anche su quello di noce, pioppo, olmo, ontano e salice e possono volgere la loro attenzione su travi, mobili antichi, strutture ed opere d’arte in legno.
La loro infestazione si realizza quando ci sono condizioni di umidità a loro favorevoli e dalla presenza di funghi sul legno, la situazione ideale per provocare danni gravi.
Infatti, i danneggiamenti sono derivanti dal fatto che le larve si occupano di scavare il legno, in cui sono presenti infiltrazioni d’acqua ed indebolito da un attacco fungino, portando alla demolizione delle pareti cellulari che contengono azoto, un importante nutriente per la loro crescita.

Orologio della morte o grande tarlo: i segni della sua presenza
Questa specie colpisce il legno strutturale ed il legno abbattuto posto all’interno di edifici più vecchi che presentano maggiore umidità. Per capire se ci sono questi coleotteri in casa si deve notare:
- il rumore che emettono quando battono la testa contro le pareti delle gallerie ad intervalli regolari, diffondendo negli ambienti il loro caratteristico tic-tac, udibile soprattutto in estate;
- i tunnel nel legno scavati grazie al loro apparato boccale masticatore;
- le sue uova sono bianco latte e rivolge i suoi attacchi in modo particolare al legno più duro ma può estendere le sue attenzioni a quello delle latifoglie come castagno e faggio;
- l’adulto esce da buchi grandi anche 4 mm e si può trovare, oltre al rosume, il suo corpo, con una superficie ed un elitre granulare e chiazze di ciuffi irregolari di peli corti dorati, si può trovare esanime vicino alle finestre.
Inoltre, questo animaletto predilige i climi umidi, ama la luce e può colpire anche biblioteche e luoghi in cui sono presenti sculture altre superfici in legno.
La disinfestazione dello Xestobium rufovillosum
L’ orologio della morte classificato da Charles De Geer può provocare gravi danni al legno, soprattutto a quello considerato d’antiquariato. La loro presenza è visibile per i numerosi buchi circolari sulle superfici in legno di travi, pavimenti, legno strutturale, mobili e manufatti. I danni maggiori avvengono quando l’infezione di funghi nel legno permette alle larve di scavare il midollo a grande profondità, altrimenti si rivolgerà all’alburno ed a livello più superficiale, colpendone la struttura. Per risolvere il problema è necessario applicare il trattamento antitarlo più adatto alla specie ed al grado di infestazione e può essere:
- a microonde, che con un metodo all’avanguardia va a colpire le zone del legno infestate;
- a campana, che si rivolge alla parte del legno non aggredita;
- termico, che usa il calore e sterilizza il legno in cui si annidano le larve;
- antitarlo infrarossi, con il calore a temperatura controllata riesce a debellare la presenza dei tarli in qualsiasi fase del loro ciclo vitale.
Una loro infestazione all’interno di una casa può comportare danni alle cose in legno e provocare danni economici e alla salute delle persone. Non esitare a contattarci per richiedere l’aiuto del nostro team! Faremo un sopralluogo gratuito e verificheremo la condizione del legno e la specie che lo ha colpito prima di suggerire la disinfestazione tarli più adatta. I nostri interventi sono affidabili, sicuri e portano all’eliminazione di questi animaletti che invadono il legno grazie ai giusti metodi e tecniche.





