
Il tarlo asiatico del fusto anche conosciuto con il termine scientifico di Anoplophora glabripennis o tarlo degli alberi è una specie di insetto che infesta il legno delle piante. Originario dell’Asia, questo coleottero è stato importato accidentalmente negli USA ed in Europa, Italia compresa, a seguito dei bancali, imballaggi e pallets in legno trasportati nelle tratte del commercio internazionale.
Questo tarlo appartiene alla famiglia dei Cerambicidi ed attacca il legno delle latifoglie, provocandone prima un indebolimento fino a morire lentamente. Sono le larve a scavare gallerie nella corteccia delle piante e dopo una fase di impupamento, gli adulti escono dalla pianta tramite i fori di sfarfallamento.
Il coleottero Cerambicide in questione è considerato come un organismo nocivo da quarantena prioritaria che necessita una notifica obbligatoria per la salute delle vegetazione di boschi e foreste, propedeutica all’applicazione di misure per il monitoraggio e controllo della sua diffusione, evitando i danni economici ed ecologici che può provocare, in base a quanto stabilito da DEFR e DATEC e prevenire i focolai.
Quindi, chiunque avvisti il tarlo asiatico del fusto deve inviare una immediata segnalazione alle autorità sanitarie e forestali che provvederanno all’eradicazione delle piante ed alla quarantena, prima dello smaltimento sicuro delle piante infestate.
Tarlo asiatico del fusto: come riconoscerlo
Anoplophora glabripennis è un tarlo che nel suo stadio adulto presenta un corpo di colore nero con delle macchie bianche di forma irregolare sulle elitre ed in alcuni esemplari dei riflessi blu. I maschi sono lunghi fino a 32 mm mentre le femmine arrivano fino a 36 mm, i primi hanno le antenne, costituite da 11 segmenti, più lunghe rispetto al corpo, le seconde quanto il totale del suo organismo e si nutrono anche della superficie di giovani rami, germogli e piccioli fogliari.
I tarli asiatici sono due: uno è l’Anoplophora glabripennis che attacca aceri, salici, pioppi, betulle, olmi, carpini, frassini e ippocastani, l’altro è il tarlo delle radici o Anoplophora chinensis che invece si rivolge verso aceri, noccioli, platani, faggi, meli, peri, rose, olmi, biancospini, ippocastani, pioppi e agrumi che oltre al fusto delle piante colpisce anche le radici.
Il tarlo del fusto ha un ciclo di vita che dura da uno a due anni con che scavano delle fessure nella corteccia della pianta per deporre le uova, dalle quali nascono le larve che si nutrono del legno ed andando sempre più in profondità.
Gli alberi infestati da questo insetto possono presentare l’ingiallimento delle foglie, il disseccamento della chioma e la deformazione della corteccia, oltre ai fori di sfarfallamento degli adulti dal diametro compreso tra i 10 ed i 15 millimetri e delle gallerie al cui interno si trovano rosume, segatura e trucioli.
Le specie arboree che può colpire l’ Anoplophora glabripennis

Il primo focolaio di tarlo asiatico del fusto è stato registrato in Italia nel 2007 ed è stato seguito da altre segnalazioni nelle Regioni Marche, Lombardia, Veneto e Piemonte e queste ultime sono fondamentali per il monitoraggio e l’attivazione del Servizio Fitosanitario Regionale. Ci sono state zone infestate da questa specie anche in Austria, Francia e Svizzera.
Le specie di latifoglie che questo tarlo infesta sono l’Acero, la Betulla, il Pioppo il Salice, l’Ippocastano, l’Olmo, il Frassino, il Platano ed il Faggio. Questo coleottero può danneggiare anche gli alberi da frutto come quelli di mele, pere e agrumi.
Una volta individuata la loro presenza, si può notare l’indebolimento interno di queste piante, comportando una maggiore fragilità nell’essere vittima di altri parassiti e malattie che rendono più veloce la loro morte.
Tutto questo comporta un danno ecologico ed economico per i siti di infestazione, oltre ai rischi per la salute umana dettati dall’instabilità dei fusti creata dal loro danneggiamento.
Chi contattare in caso di infestazione di Anoplophora glabripennis
In caso di sospetta infestazione da tarlo asiatico del fusto si deve fare la notifica alle autorità locali competenti che dovranno accertarsi della sua presenza per non confonderlo con altre specie.
Le Regioni, riguardo questo ultimo aspetto, si impegnano con la divulgazione del materiale informativo per riconoscere questo tipo di tarlo e si adoperano anche con il posizionamento di trappole a feromoni in aree a rischio, assieme al monitoraggio ed al controllo delle importazioni per limitarne l’introduzione e la diffusione.
Nel caso venga ravvisata l’infestazione dell’insetto, i servizi fitosanitari applicheranno le misure necessarie, l’eradicazione delle piante infestate, mentre possono essere abbattute anche quelle circostanti in un raggio d’azione limitato e smaltire il legname in piccoli pezzetti o cippatura con macchinari appositi.
Queste misure fitosanitarie servono per evitare che si propaghino i danni dell’infestazione, l’insetto in questione può portare alla morte nell’arco di pochi anni delle piante, in modo da prevenirne la diffusione.
Chiamaci per la disinfestazione di altre specie di tarli

Le autorità regionali, nel caso in cui abbiano bisogno, possono consultare i nostri professionisti per monitorare, verificare le eventuali infestazioni del tarlo asiatico del fusto per la decisione di esecuzione e applicazione delle misure di lotta contro questo insetto come l’ eradicazione degli alberi. Invece, in presenza di altri tarli del legno, interveniamo con i nostri trattamenti antitarlo che sono quelli:
- a microonde, che utilizza le onde elettromagnetiche per abbattere le larve presenti nel legno;
- a campana, che presenta le parti del legno rimaste intatte e non rovinate da questi insetti;
- termico, che usa il calore per sterilizzare le zone del legno danneggiate e uccide le larve;
- antitarlo infrarossi, impiega le onde lunghe per abbattere gli infestanti e mediante il calore a temperatura controllata penetra nel legno in profondità riesce ad eliminare i tarli presenti in ogni fase della loro vita.
Non esitare a contattarci per una nostra consulenza gratuita! Siamo a disposizione per effettuare un sopralluogo e verificare la presenza di questi coleotteri. Se è così, proporremo un preventivo e se lo accetterai, effettueremo la disinfestazione tarli del legno. Il trattamento antitarlo applicato sarà quello adatto al tipo di insetto trovato ed al grado di infestazione del legno rilevato. In questo modo, riuscirai a limitare i danni alla salute ed economici che i tarli possono provocare con l’infestazione a piante e manufatti.





