Vai al contenuto

Punteruolo nero del fico: la difesa delle piante dalla morte

Preoccupato per un’infestazione? Scopri come possiamo aiutarti con un intervento professionale, rapido e su misura!

aclees taiwanensis
Aclees taiwanensis

Il punteruolo nero del fico è un insetto anche conosciuto con il nome scientifico di Aclees taiwanensis, principale responsabile delle infestazioni delle piante di Ficus carica che sono state rilevate anche in Italia, presenta un corpo di colore scuro con delle macchie di colore marroni, grande al massimo un centimetro e mezzo ed un rostro allungato.

Infatti, questo tarlo del legno della famiglia dei Curculionidi attacca gli alberi di fico e la sua infestazione può essere riconosciuta per la presenza di fori e ferite presenti sul loro tronco che provocano la morte dei fusti nel giro di poco tempo.

Molti operatori del settore agricolo ed appassionati degli insetti hanno notato infestazioni degli alberi di fico anche nel nostro Paese, in particolare nelle Regioni di Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Umbria, Toscana e Veneto. 

Le larve del punteruolo nero del fico scavano sul legno degli alberi nutrendosi delle sue sostanze e provocando danni seri a queste piante che possono deperire nel giro di pochi giorni per gli esemplari giorni, dopo un paio di anni per quelli più vecchi, generando danni economici ingenti per le aziende agricole.

Il ciclo biologico del punteruolo nero del fico

punteruolo nero del fico
Punteruolo nero del fico

Il nome di Aclees taiwanensis indica l’origine orientale di questa specie, che infatti arriva da Taiwan, Cina e Giappone, ed arrivato in Italia e Francia grazie alle tratte commerciali provenienienti dal continente asiatico.

In Italia, è stato rilevato per la prima volta nel 2005 in Toscana e si sviluppato nelle altre regioni d’Italia citate precedentemente e non è escluso che possa estendere la sua presenza negli altri territori del nostro Paese, anche attaccando il fico ornamentale, a causa delle mancanza in Europa dei suoi predatori naturali.

Una volta fecondate, le femmine depongono le loro uova, da ottanta a centocinquanta a covata, nella corteccia degli alberi di fico scavando un piccolo solco con il becco che possiedono. Successivamente, le larve escono dalle uova e scavano gallerie al di sotto della corteccia dell’albero, nutrendosi delle sostanze lignee ed affrontando diverse mute prima di impuparsi in una camera in fondo al tunnel.

In seguito gli adulti, dopo un periodo di svernamento passato tra la corteccia e le radici del fico, sfarfallano in primavera quando le temperature sono più calde, in cerca di partner e nutrendosi di foglie, germogli e frutticini, disponendosi alla base degli alberi per risalirli in volo quando ha bisogno di mangiare.

La disinfestazione del punteruolo nero del fico

L’Aclees taiwanensis con le loro larve producono danni alle piante di fico che possono essere irreparabili a seguito dalle gallerie scavate sul loro fusto che provoca l’incapacità di assorbire le sostanze nutritive ed apre all’insorgenza di infezioni dovute a batteri ed altri agenti patogeni, causando in entrambi i casi la loro fine. In Europa, a differenza dell’Asia che hanno i parassiti naturali che ne controllano il numero, il Fico non ha un importanza commerciale rilevante ed il punteruolo del fico nero non è stato inserito tra le specie invasive che necessitano la quarantena e la loro lotta obbligatoria. Però, per chi possiede o vende questa tipologia di piante ed i suoi frutti, si può contrastare l’infestazione di questo tarlo:

  • monitorando gli alberi di fico, notando i buchi sul tronco da cui esce la rosura di colore arancione e marrone;
  • uccidendo gli adulti se si trovano vicino alle piante, bagnando con dell’acqua il terreno per farli uscire;
  • trovando i punti di ingresso delle larve e provando ad eliminarle utilizzando del fil di ferro da inserire nei fori;
  • inserendo una rete fitta e resistente sull’albero per evitare che le femmine depongano le uova sul loro colletto, ma anche sul tronco e sulle branche principali;
  • usando dei formulati specifici a base di Beauveria bassiana in commercio da miscelare con dell’acqua e da applicare sul tronco, sul terreno e sulle piante;
  • introducendo i suoi antagonisti naturali, l’Heterorhabditis megidis o Steinernema kraussei;
  • utilizzando la disinfestazione tarli a infrarossi per eliminare gli infestanti dal legno fino alla sua profondità grazie alle onde lunghe generate da pannelli termici.

Non esitare a contattarci per ricevere una consulenza gratuita dei nostri esperti! Il nostro team è pronto ad intervenire con un sopralluogo nella tua proprietà o nella tua attività per verificare la presenza di insetti infestanti. Ti proporremo un preventivo dettagliato contenente il trattamento antitarlo necessario ed il suo costo. In caso di sua accettazione, effettueremo la disinfestazione tarli del legno utilizzando metodi tecnologicamente avanzati ed efficaci per eliminare la loro presenza. Chiamaci ed evita che questi animaletti provochino danni ingenti ai tuoi beni ed ai tuoi prodotti in legno, rischiando di farti perdere denaro e di compromettere la salute dei tuoi cari in seguito ai danni strutturali causati alla tua abitazione.

Indice

Articoli informativi e soluzioni:

Richiedi ora un preventivo gratuito e senza impegno!