
Il tarlo dell’avena, denominazione scientifica Ahasverus advena, è un coleottero di piccole dimensioni, da adulto raggiunge i 2 millimetri di lunghezza, che si caratterizza per le sue ottime qualità di volatore e per essere in costante movimento nello svolgimento delle sue attività, in particolare da maggio a novembre.
Infatti, il suo nome scientifico deriva dalla sua dieta alimentare, mangia prevalentemente l’avena, si ciba di grano, muffe e funghi che può trovare all’interno dei depositi di cereali che infesta durante il suo ciclo vitale, ma anche di materiale vegetale in decomposizione, semi oleosi, frutta secca e spezie.
Questo insetto vive in aree tropicali in quanto riesce a sopravvivere solo in quei territori che possiedono almeno il 70 per cento di umidità con temperature comprese tra i 20 ed i 35 gradi. Oltre ai depositi alimentarli, l’Ahasverus advena può essere trovato anche in casa, in particolare nelle mura e negli impianti idraulici delle abitazione in cui possono trovare ripari umidi.
I danni provocati da questa specie di tarlo non riguardano la salute delle persone ma l’integrità dei generi alimentari, gli agricoltori e le attività agricole possono vedere rovinati i prodotti raccolti, incassando importanti danni economici dovuti alla mancata vendita ai consumatori del contenuto dei depositi contaminati e della resa delle piante quando attaccano le piante ed i frutti coltivati.
Il ciclo biologico del tarlo dell’avena
Le femmine del tarlo dell’avena depongono le loro uova, dalle 80 alle 200 unità solitamente in gruppi di 2 o di 3 vicino alle fonti di cibo, dopo 4 giorni dall’essere diventate adulte, avendo effettuato l’accoppiamento con i maschi di Ahasverus advena, in ambienti umidi con temperature calde.
La nascita delle larve si realizza dopo cinque giorni con la schiusa delle uova, e si presentano come dei vermi bianchi che diventano più scure non corso della maturazione e raggiungendo al massimo i 3 millimetri di lunghezza. Il completamento del loro sviluppo può avvenire in 2 o 3 settimane dopo essersi nutrite di cerali e derrate alimentari.
Terminata la fase larvale, la nuova generazione di questo tarlo passa un paio di giorni in una fase pre-pupale prima di diventare pupa e dopo al massimo 5 giorni la trasformazione in adulta è completa, così questi esemplari possono sfarfallare alla ricerca di partner con i quali riprodursi e ricominciare il ciclo vitale.
Gli adulti di tarlo dell’avena presentano un corpo di colore marrone chiaro di forma cilindrica, le femmine vivono in media quasi sette mesi, i maschi poco più di cinque mesi, dotati di testa simile ad un triangolo con un paio di antenne, mentre le elitre sono lunghe il doppio della loro larghezza. Il ciclo biologico di questo insetto si può completare in meno di un mese se le condizioni di temperatura ed umidità sono ideali.
Le abitudini del tarlo dell’avena

Ahasverus advena è un tarlo che predilige infestare depositi alimentari, silos ed il cibo conservato nelle dispense, con particolare preferenza per i prodotti rovesciati o accumulati all’interno di questi luoghi di conservazione utilizzati da coltivatori, attività agricole e privati.
Questi sono i luoghi in cui possono essere trovate soprattutto le larve, mentre gli esemplari adulti tendono a volare attorno a queste aree di stoccaggio degli alimenti per trovare nuove fessure, materiali di imballaggio o scaffali in cui rilevare resti di cibo e depositare le proprie uova.
La loro attività si svolge prevalentemente di notte in aree umide dopo periodi di pioggia, il posizionamento di trappole vicino a crepe e fessure di ambienti di produzione e domestici in queste fasi diventa cruciale per capire se si è in presenza di una loro infestazione e catturarli con più facilità.
In caso di attacco di tarlo dell’avena, i danni provocati sono rilevabili nella contaminazione del cibo tramite le loro deiezioni e pelli rilasciate dopo la trasformazione, oltre alla masticazione di pelli e frutti. Le conseguenze sono le perdite economiche dovute alla mancata vendita dei prodotti per evitare che i consumatori possano avere problemi di salute dovuti alla somministrazione degli alimenti guasti.
I danni del tarlo dell’avena
Come detto precedentemente, il tarlo dell’avena vive in zone tropicali, ma il cambiamento climatico ha fatto sì che questo insetto possa proliferare anche in Europa, è stato rinvenuto anche in Italia, negli ambienti caldi e con alti livelli di umidità, anche se non è considerato appartenente ad una specie gravemente infestante.
L’Ahasverus advena appartiene al genere Silvanidi e può presentarsi negli ambienti domestici e di stoccaggio degli alimenti quando muffe e resti di prodotti rimangono per lungo tempo presenti al loro interno, rendendoli appetibili a questo tarlo.
Il ciclo biologico che si conclude in poche settimane e la prolificità di questa specie rendono questo tarlo un pericolo per gli alimenti, conservati a scopo di consumo privato o immagazzinati in vista della loro lavorazione o vendita ai consumatori, in quanto la loro infestazione può propagarsi rapidamente.
I danni provocati dal tarlo dall’avena non riguardano la salute delle persone tramite attacchi diretti né comporta il danneggiamento di mobili o altri manufatti in legno provocati dagli insetti appartenenti alla sua specie, ma possono rovinare gli alimenti che diventano insalubri per chi li consuma, provocando perdite economiche a coltivatori ed attività agricole dovute alla mancata collocazione sul mercato i loro prodotti.
La disinfestazione del tarlo dell’avena

Il primo metodo per evitare la presenza dell’Ahasverus advena in casa e nei depositi alimentari è quello di ridurre il livello di umidità negli ambienti, mentre sono sconsigliati gli insetticidi in quanto rovinano i prodotti e non raggiungono i tarli una volta entrati negli alimenti, risultando inefficaci.
La rotazione delle scorte, il mantenimento di elevati livelli di igiene e pulizia, la conservazione degli alimenti in contenitori sigillati sono altre due buone pratiche per proteggere i prodotti conservati in depositi e dispense dagli attacchi di questo insetto infestante ed evitare la perdita delle derrate.
Anche il controllo dei prodotti alimentari è fondamentale per scoprire l’eventuale infestazione di questa specie, nei depositi si possono utilizzare trappole ai feromoni o esche alimentari per catturare i tarli dell’avena presenti. In caso di infestazione è necessario rimuovere gli il cibo infestato con l’uso dell’aspirapolvere ed ispezionare le aree colpire per evitare il loro ritorno o che il loro numero aumenti. Non esitare a contattarci: l’intervento dei nostri professionisti si basa su un’attenta ispezione dei luoghi attaccati e l’uso di metodi mirati per eliminare la presenza dell’Ahasverus advena da ambienti domestici e di stoccaggio degli alimenti dopo averti presentato un preventivo dettagliato di costi e servizi offerti.
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