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Il Monochamus galloprovincialis attacca il legno di conifera

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monochamus galloprovincialis
Monochamus galloprovincialis

Il Monochamus galloprovincialis è un tarlo xilofago appartenente alla famiglia dei Cerambicidi, proveniente dall’America settentrionale e importato in Europa in Portogallo per poi diffondersi in tutta Europa, Italia compresa.

Questo insetto si trova anche in Asia ed in Russia con gli esemplari adulti maschi che sono differenti rispetto alle femmine. Infatti, i primi sono più piccoli delle seconde e presentano una colorazione marrone e nera, oltre ad antenne lunghe quasi il doppio. Invece, le seconde sono marroni tendenti al rosso, stesso colore delle zampe, con il loro corpo contraddistinto anche da piccole macchie bianche e gialle.

Inoltre, entrambi presentano una peluria bianca nella parte più alta del torace che non copre una zona a forma di triangolo e di colore nero, e questo insetto preferisce attaccare gli alberi di pino e peccio che stanno per marcire o colpite da fuoco, vento o grandine. 

I loro attacchi si focalizzano su rami e tronchi dal piccolo diametro ed aiutano la trasformazione del legno in humus, anche se possono essere dannosi per questi alberi in quanto favoriscono la diffusione del Bursaphelenchus xylophilus, un nematode che li porta alla morte.

Il ciclo biologico del Monochamus galloprovincialis

femmina di monochamus galloprovincialis
Femmina di Monochamus galloprovincialis

Il ciclo biologico del Monochamus galloprovincialis inizia con la riproduzione, strofinando le loro parti del corpo producendo uno stridolio che attira le partner, e le femmine che depositano le loro uova, piccole e lunghe circa sei millimetri, all’interno di buchi scavati nella corteccia delle conifere stressate, deperenti o abbattute grazie alle sue mandibole.

Dopo un paio di settimane si sviluppano le larve di questo tarlo, vermi senza zampe, bianchi e con la testa più piccola del resto del corpo, lungo fino a 4 centimetri e capace di scavare gallerie nell’alburno a forma di S, perpendicolari all’asso del tronco e lunghe anche più di 20 centimetri.

L’unica covata dell’anno dopo aver completato il suo primo stadio, si impupa in una camera alla fine dei tunnel scavati e utile per completare la trasformazione in adulto, rimanendo immobile e senza mangiare, concludendosi dopo diciannove giorni.

Una volta terminata la fase pupale, il tarlo sverna in sei-otto giorni prima di uscire dall’albero mediante i fori di sfarfallamento tra i mesi di giugno e ottobre e, a differenza delle larve, attaccano i rami di alberi giovani ed in buono stato, preferendo quelli presenti nelle foreste collinari e di montagna. Dalla deposizione delle uova alla sfarfallamento degli adulti passano dalle otto alle dodici settimane.

La disinfestazione del Monochamus galloprovincialis

maschio di monochamus galloprovincialis
Maschio di Monochamus galloprovincialis

Il Monochamus galloprovincialis provoca danni poco rilevanti agli alberi di pino, peccio e di altre conifere ed i loro attacchi possono riconoscersi per le loro chiome che diventano di colore giallo, compromettendone la loro vitalità.

Questa specie di tarlo non è pericolosa per la vita degli alberi di conifera per la sua attività sul legno ma per la diffusione del Bursaphelenchus xylophilus, un parassita vermiforme lungo un millimetro che entra nel legno dopo la deposizione delle uova da parte della femmina di questo tarlo, nutrendosi dei funghi e della resina presente negli alberi, moltiplicandosi e trasmettendosi anche nelle piante sane. Grazie all’attività del tarlo del legno, questo nematode riesce ed infiltrarsi negli alberi di conifere, diventando la causa del loro deperimento per gli attacchi ai vasi conduttori della linfa ed ai canali resiniferi, provocando progressiva disidratazione della pianta fino alla loro morte. Per questo serve un costante monitoraggio sulla presenza del Monochamus galloprovincialis per evitare le conseguenze della diffusione Bursaphelenchus xylophilus dannoso per pini e pecci.

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