Oligomerus ptilinoides è un tarlo del legno che appartiene alla famiglia degli Anobidi ed è riconoscibile per il pronoto che ricopre la sua testa come se fosse un cappuccio. Infatti, il suo corpo nella versione adulta, a forma cilindrica, è di colore scuro tendente al rosso, lungo tra i 5 ed i 7 millimetri ed ricoperto da una peluria che lo rende setoso.
Questo insetto xilofago infesta il legno di latifoglie come quello di faggio, pioppo e rovere che è posto all’interno di ambienti riscaldati come quelli di musei, biblioteche e case, ma è anche antropofilo un quanto preferisce ambienti modificati dall’uomo e particolarmente nocivi.
L’Anobide in questione si annida nel legno antico e lavorato, colpendo travi in legno dei sottotetti, libri, pelli, opere d’arte, bacheche e suppellettili. I danni che provoca possono essere ingenti sia a livello strutturale, rischiando di fare male alle persone, sia economici, in quanto va ad attaccare anche oggetti dal grande valore economico.
La sua presenza è difficile da notare, soprattutto quando si insidia nei manufatti stuccati o su cui sono stati applicati dei trattamenti con delle vernici. Si trova principalmente nei Paesi del Mediterraneo di Europa ed Africa, ma anche in Asia e America del Sud.

Il ciclo vitale della Oligomerus ptilinoides
Il ciclo vitale della Oligomerus ptilinoides dura un anno ma il tempo necessario può essere maggiore, due o tre anni, se le condizioni per il loro sviluppo sono sfavorevoli.
Le femmine di questo insetto depongono in mucchietti 30 uova, dopo aver effettuato l’accoppiamento, all’interno di vecchie gallerie o delle fenditure del legno, con un periodo di incubazione compreso tra i dodici ed i quindici giorni. le larve, dopo la schiusa delle uova, ci mettono dagli otto ai trentasei mesi per svilupparsi. Queste sono bianche, a forma di L e molto piccole, solo 0,5 mm.
Anche per questo tarlo, è nella fase larvale che questa specie produce i maggiori danni nel legno, scavando gallerie appena dopo la schiusa delle uova. Terminato questo periodo, che può durare anche tre anni, le larve si trasformano in pupa all’interno di celle predisposte dalla stessa.
Terminata la fase pupale, gli adulti escono dal legno nei mesi di luglio e agosto attraverso i fori di sfarfallamento, circolari, dal diametro di 3 millimetri e con bordi lisci, dai quali fuoriesce il rosume che si deposita sulle superfici sottostanti i manufatti attaccati da questo tarlo.

Oligomerus ptilinoides: la disinfestazione di questo tarlo della famiglia Anobidi
Per sconfiggere questo tarlo ci sono due metodi naturali che prevedono rispettivamente la possibilità di portare la temperatura nel legno al di sotto dei 12 gradi ed avere ambienti con oltre il 20 per cento di umidità, nel primo caso si interromperà lo sviluppo larvale, nel secondo si creano delle muffe che le ucciderebbero. Inoltre, ci sono i nostri trattamenti antitarlo e tra gli altri, quelli più efficaci per questo insetto, sono quelli:
- a microonde, una tecnica innovativa che uccide le larve presenti nel legno;
- a campana, che agisce sulle parti dei manufatti non ancora attaccate;
- termico, abbattendo i tarli con la temperatura più adatta;
- antitarlo infrarossi, elimina gli insetti xilofagi mediante le onde lunghe che raggiungono e abbattono i tarli in profondità nel legno.
Non esitare a contattarci, in quanto, quando si parla di questi insetti, è sempre meglio rivolgersi ad esperti nel settore. Il nostro team interverrà per valutare la situazione e capire quale trattamento di disinfestazione tarli effettuare. Infatti, individueremo, in base al grado di infestazione ed alla tipologia di tarlo, quale è il metodo più efficace e sicuro per avere risultati soddisfacenti ed eliminare il problema dei tarli.





