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Tarlo dell’olivo: un problema per gli agricoltori italiani

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phloeotribus scarabaeoides adulto
Phloeotribus scarabaeoides adulto

Il tarlo dell’olivo, nome scientifico Phloeotribus scarabaeoides e conosciuto anche come punteruolo dell’olivo, è un coleottero appartenente alla famiglia degli Scolitidi che attacca le piante degli olivi nelle zone in cui esse sono presenti, soprattutto in quelle che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

Infatti, la presenza di questo insetto diventa infestante soprattutto per gli agricoltori che subiscono danni alle loro colture, le loro piante si indeboliscono a causa della sua azione, con perdite economiche dovute ad un minore raccolto e qualità del prodotto.

Sono gli adulti di questo insetto a creare danni agli olivi, mangiando il legno esterno ed i loro frutti, ma anche le larve scavano le gallerie sui rami da dove ricavano le sostanze nutritive per il loro sviluppo e crescita.

Il punteruolo dell’olivo si può riconoscere nella sua versione adulta per essere un piccolo animaletto, è grande al massimo un paio di millimetri, con un corpo scuro quasi nero, elitre marroni tendenti al rosso, dorso ricoperto di peli scuri.

Il ciclo biologico del tarlo dell’olivo

Il tarlo olivo depone piccolissime uova bianche tendenti al giallo sugli olivi dopo l’accoppiamento. Questo insetto attacca i rami, il tronchetto e buca la corteccia della pianta per creare due vie in cui deporre una sessantina di uova che avviene durante la primavera o all’inizio dell’estate anche sulla legna accatasta da ardere d’olivo.

Una volta schiuse le uova, le larve del Phloeotribus scarabaeoides sono dei vermi dalla forma arcuata e senza zampe che raggiungono la lunghezza di tre millimetri e mezzo al quinto stadio di sviluppo, ovvero poco prima di arrivare allo stadio di ninfa.

I piccoli scavano gallerie per diversi centimetri su e giù per i rami, cibandosi delle sostanze che trovano al loro interno. Le ninfe di tarlo dell’olivo sono di colore chiaro e lunghe 2 millimetri e mezzo, completando la trasformazione in insetti adulti in un bozzolo al termine del tunnel di nutrizione.

La fuoriuscita degli adulti si può notare per i fori di sfarfallamento arrotondati sulla corteccia e mangiano i germogli presenti sui rami e dei peduncoli del frutto che trovano sulle piante di olivo da loro infestate. In generale, questo insetto sverna da larva o adulto, producendo da due a quattro generazioni all’anno.

I danni del tarlo dell’olivo

ciclo biologico del punteruolo dell'olivo
Ciclo biologico del Punteruolo dell’olivo

Il Phloeotribus scarabaeoides produce i danni alle piante d’olivo quando sono allo stadio adulto, questo tarlo è xilofago e si ciba del legno scavando delle gallerie alle intersezione dei rami degli arbusti infestati, provocando anche una diminuzione del 75 per cento della loro produzione.

L’attività del tarlo dell’olivo adulto porta a rallentare lo sviluppo dei rami della pianta che pian piano si seccheranno, causando anche una riduzione in termini di produzione dei suoi frutti. Può introdurre sulle piante anche la rogna dell’olivo causata da un batterio di cui questo insetto è portatore.

Infatti, il punteruolo dell’olivo colpisce soprattutto gli alberi che sono in condizioni di danneggiamento o deperimento già avviato, magari a causa di gelate, cancri o rami troppo vecchi, accelerandone il processo di decadimento.

Il monitoraggio della presenza del fleotribo dell’olivo sulle colture è fondamentale in quanto questo insetto può passare dalle piante deperite a quelle sane, provocando il disseccamento di rami e branche causante una minore produzione delle olive.

Punteruolo dell’olivo rimedi

Il tarlo olivo rimedi sono di grande importanza per evitare l’essiccamento dei rami della pianta che causa la produzione di un numero inferiore di frutti. La prima strategia è l’introduzione nell’ambiente infestato di alcuni insetti predatori del Phloeotribus scarabaeoides, come il Cheiropachy colòn, il Dendroster protuberans e il Thanasinus formicarius, i primi due si nutrono delle larve, il terzo anche delle uova.

Gli insetti antagonisti del punteruolo dell’olivo sono fondamentali per bloccare il suo ciclo biologico, riducendone la proliferazione e gli esemplari presenti all’interno delle colture attaccate dagli adulti.

Anche il monitoraggio dei rami delle piante di olivo ha un ruolo determinante nel controllo della presenta del tarlo dell’olivo, le gallerie in cui si trovano gli adulti svernanti fanno suonare un campanello d’allarme sulla presenza infestante di questi insetti. Inoltre, i rami secchi, indeboliti ed esausti devono essere potati e bruciati a fine inverno prima che questo tarlo ricominci la sua attività quando il clima è più mite.

Non esitare a contattarci per ricevere una consulenza gratuita! I nostri professionisti utilizzano la tecnica dei rami esca da posizionare sulle parti della pianta strategiche per catturare il tarlo dell’olivo dove depone le uova, una volta che questo avviene la trappola va rimossa e bruciata. L’utilizzo di piretroidi o di etilene fa parte dei tarlo olivo rimedi, può aiutare contro questo coleottero, ma c’è il rischio che colpisca altri insetti benefici per le colture.

Tarlo dell’olivo cura: quando intervenire

disinfestazione tarlo olivo
Disinfestazione tarlo olivo

La lotta contro il tarlo dell’olivo prevede un calendario di interventi mirati a limitare la presenta di questo insetto infestante, riducendo in questo modo i potenziali danni provocati alle piante messe a coltura dagli agricoltori. Solitamente si interviene:

  • alla fine dell’inverno per potare i rami in condizioni più precarie per poi bruciarli, si limitano i luoghi in cui le femmine adulte di tarlo olivo depongono le uova;
  • a fine marzo e inizio aprile per posizionare le esche che consentono di intrappolare gli adulti al momento della deposizione delle uova;
  • da giugno a settembre, liberare gli insetti antagonisti del punteruolo dell’olivo per eliminare le uova e le larve presenti sugli alberi infestati.

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