
Il Sitophilus Zeamais è un coleottero appartenente alla famiglia dei Curculionidae che è conosciuto anche con il nome di punteruolo del mais per la sua attività di infestazione di cereali immagazzinati come avena, grano, riso e segale, anche trasformati e confezionati in pasta, piselli e semi di cotone, oltre alla frutta conservata.
Questa specie di tarlo di origine tropicale è imparentato con il punteruolo del riso con il quale condivide caratteristiche fisiche simili, ed è distribuito un po’ in tutto il Mondo, Italia compresa, preferendo le zone calde e umide di Americhe, Africa, Asia, Europa ed Oceania.
Il punteruolo del mais attacca le piantagioni di cereali, quelli immagazzinati e tagliati in maniera grossolana, le confezioni di pasta e le conserve di frutta poste all’interno di ambienti molto umidi, il clima perfetto per la loro riproduzione e crescita è quello con una temperatura compresa tra quindici e trentaquattro gradi ed una umidità relativa del quaranta per cento.
I danni che questo coleottero provoca sono soprattutto delle sue larve che si insediano nelle piante di cereali ancora nei campi e dopo la loro nascita fanno dei buchi nei semi e si nutrono dei cariossidi, lasciando solo il guscio e provocando perdite economiche alle imprese agroalimentari che hanno magazzini, depositi, granai e silos.
Il ciclo vitale del Sitophilus Zeamais

Il ciclo biologico del Sitophilus Zeamais dura trentasei giorni in condizioni favorevoli, centodieci in quelle sfavorevoli, e comincia con le femmine che creano un buco sul chicco del mais da infestare, masticandolo e depositandovi un piccolo uovo di colore bianco, poi successivamente chiuso con l’utilizzo di una secrezione cerosa che diventa dura e si riconosce per costituire una superficie visibile sul seme stesso. Un esemplare femmina di questo tarlo può deporre fino a 400 uova nel corso della sua esistenza.
Da ogni uovo deposto su ogni chicco nasce una larva di colore bianco e senza zampe che resterà all’interno del chicco e si nutrirà delle sostanze nutrienti del grano. Questa è la fase più dannosa per i cereali che vengono svuotati, con i gusci che sono l’unica loro parte rimanente dall’attività dei piccoli del punteruolo del mais.
Una volta cresciute e raggiunti i 3 millimetri di lunghezza, le larve si impupano rimanendo immobili e senza mangiare nel mais prima di uscirne una volta adulto con un foro di sfarfallamento dalla forma circolare. Gli adulti possono vivere dai cinque agli otto mesi ed i maschi vengono attirati dalle femmine per la riproduzione, posizionandosi su superfici rialzate, con dei feromoni prodotti da esse.
Gli esemplari adulti di Sitophilus Zeamais possono arrivare ad essere lunghi fino a 5 millimetri, ma le loro dimensioni sono determinate dal tipo di cereale di cui si nutrono durante la loro crescita. Il suo colore è marrone con 4 macchie rossastre sulle coperture delle elitre che utilizza per volare e presenta un muso allungato, assomigliando al punteruolo del riso, ma rispetto a quest’ultimo ha dimensioni maggiori e macchie più grandi.
La disinfestazione del Sitophilus Zeamais

L’infestazione del Sitophilus Zeamais inizia nelle piantagioni di cereali ma si realizza nelle fasi di stoccaggio dei prodotti, all’interno di depositi, magazzini e silos. La loro presenza è difficile da notare in quanto attaccano i chicchi di cereali, che comunque possono avere una polvere simile a della farina mischiata con i loro escrementi, i gusci lasciati senza chicco ed i fori di uscita con dei bordi irregolari. Le soluzioni per combattere questi coleotteri infestanti sono:
- il controllo fisico con la rimozione degli adulti;
- l’utilizzo di un metodo che porta gli ambienti infestati a basse o alte temperature per debellarli;
- l’utilizzo di batteri, funghi e parissitoidi in grado di eliminarli;
- togliere l’ossigeno dagli ambienti in cui è presente la loro infestazione;
- l’ispezione di magazzini e depositi svolta in maniera regolare per verificare la presenza del punteruolo del mais;
- la rimozione dei cereali infestati, la chiusura delle fessure in cui si insediano e la pulizia delle dispense in quanto questi coleotteri si possono trovare anche in casa e bucare le confezioni di pasta o di altro cibo e si può spostare in altri ambienti dell’abitazione caldi ed umidi;
- la disinfestazione tarli a infrarossi per abbattere gli insetti infestanti tramite temperature controllate.
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