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Il Tarlo asiatico delle radici o Anoplophora chinensis

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Il tarlo asiatico delle radici, anche conosciuto con il nome scientifico Anoplophora chinensis, è un coleottero che minaccia le piante di vivai, gli alberi da frutto delle coltivazioni e la vegetazione di parchi pubblici e giardini.

Infatti, questo insetto, imparentato con la Anoplophora glabripennis, è un organismo nocivo per alberi e arbusti ornamentali e di foreste e boschi per le specie di latifoglie e conifere. 

La pericolosità di questo cerambicide è dovuta anche al fatto che gli alberi infestati possono morire nel giro di alcuni anni. Le femmine, 35 millimetri, sono più grandi dei maschi, 25 millimetri.

In Italia, questa specie di tarlo si trova nelle Regioni Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Lazio che già hanno implementato delle misure per contrastare l’attività dannosa per le piante effettuata da questo insetto.

anoplophora chinensis

Come riconoscere il tarlo asiatico o Anoplophora chinensis

Per riconoscere il tarlo asiatico è necessario descrivere le quattro fasi del ciclo vitale di questo coleottero, biennale e da aprile ad ottobre, che prevede un picco della sua attività tra i mesi di maggio e luglio.

Infatti, le sue uova per dimensioni e colore somigliano ad un chicco di riso allungato che diventa giallo nero con la sua maturazione. Dall’uovo nasce la larva che è un verme bianco con la testa scura ed un corpo appiattito lungo fino a 55 millimetri a completamento di questo stadio e può restare per uno o due anni nella pianta infestata prima di diventare adulta.

Successivamente, la larva diventa pupa di colore bianco crema che si può trovare nella corteccia della pianta colpita nei mesi più caldi dell’anno.

Diventato adulto, il tarlo asiatico delle radici è riconoscibile per la sua colorazione scura con macchie bianche sulle ali, una lunghezza compresa tra i 25 ed i 35 millimetri e due antenne lunghe il doppio del corpo dei maschi mentre sono leggermente più lunghe della figura nelle femmine.

Le altre caratteristiche del tarlo asiatico

Il tarlo asiatico si nutre della corteccia dei rami più giovani dell’albero e dopo l’accoppiamento il maschio muore, la sua vita è breve e di soli 25 giorni.

Invece, la femmina vive più di 40 giorni, deponendo le uova incidendo le basi del tronco e le radici con incisioni al di sotto della corteccia a forma di T tra l’uno ed i 7 centimetri. Le uova possono essere una settantina e schiudono dopo al massimo due settimane, se la deposizione è tardiva lo faranno nella primavera seguente.

Una volte nate, le larve scavano delle gallerie nel tronco e nelle radici eradicate, provocando l’uscita di segatura dalle incisioni eseguite dalla femmina.

Infine, i piccoli dopo aver completato la loro trasformazione e raggiunta l’età adulta, realizzano dei fori di sfarfallamento perfettamente circolari nei punti in cui sono state deposte le uova.

La normativa di riferimento sul tarlo asiatico

Le norme prevedono che in caso di sospetta infestazione si deve chiamare il Servizio Fitosanitario Regionale, indipendentemente dal fatto che l’avvistamento avvenga su una proprietà privata o su una pubblica, in caso contrario si rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3mila euro.

Infatti, le normative comunitarie e nazionali prevedono questa prassi per combattere la presenza di questo insetto ed evitare che infesti i le radici degli alberi con misure fitosanitarie.

Inoltre, il Servizio Fitosanitario Regionale monitora regolarmente gli alberi del proprio territorio per evitare la presenza di focolai legati all’infestazione dell’Anoplophora chinensis.

In questo caso, si applica la quarantena degli alberi colpiti e può essere disposto anche il loro abbattimento. Inoltre, il Servizio Regionale si attiva anche con la distribuzione di materiale informativo e l’organizzazione di incontri, oltre all’ applicazione delle misure fitosanitarie nelle aree in cui è presente il tarlo delle radici

tarlo asiatico delle radici

Piante ospiti e danni causati dal tarlo asiatico delle radici

Le piante attaccate dal tarlo asiatico sono principalmente le specie appartenenti al genere degli Aceri, i Noccioli, i Platani, le Betulle, gli Ontani e i Carpini, ma la sua attività può concentrarsi su altri alberi sani ed è importante intervenire per evitare i danni provocati da una loro caduta.

Fori di sfarfallamento con 10-15 mm di diametro e mucchietti di segatura fuoriusciti da essi vicino al tronco degli alberi sono i sintomi della presenza di questo insetto nelle piante.

Proprio dalle gallerie di questi fori dipendono la maggior parte dei danni provocati in quanto altri parassiti possono entrare al loro interno, provocando disseccamenti e la morte della pianta.

Quindi, la presenza di questo coleottero prevede della rosura alla base della pianta, misto di segatura e feci, disseccamento e ingiallimento di germogli e giovani rami nella sua parte alta degli alberi.

Infestazione Anoplophora chinensis: come eliminare il tarlo asiatico

L’individuazione tempestiva dei tarli è fondamentale per contrastarne l’insediamento e la diffusione. Le Regioni prevedono tre diversi tipi di interventi per combattere questo coleottero cerambicide estremamente nocivo per molte specie di latifoglie conifere, arboree e arbustive, piante ornamentali, che consistono:

  • nell’abbattere gli alberi infestati e le loro radici con macchine trituratrici;
  • l’installazione delle trappole ai feromoni intrappolando i maschi adulti di tarli in aree considerate potenzialmente a rischio ed evitando la riproduzione;
  • il monitoraggio condotto sul territorio dal Servizio Fitosanitario Regionale che prevede l’analisi delle piante per rilevare sintomi e segni della presenza di questo coleottero.

Infatti, come tutti gli organismi da quarantena prioritario, il tarlo asiatico è attenzionato per la sua diffusione nel territorio dell’Unione Europea è soggetto a controllo durante le attività di monitoraggio condotte dalle autorità fitosanitarie per verificarne la presenza ed il tasso di diffusione annuale.

La disinfestazione del tarlo asiatico dalle specie arboree colpite

La presenza del tarlo asiatico delle radici è stata rinvenuto tanto in ambienti urbani quanto naturali con l’attività visiva delle piante alla ricerca dei principali sintomi che indicano la sua diffusione. La nostra ditta di disinfestazione svolge la sua attività al fianco delle autorità locali per la lotta al tarlo asiatico che può provocare danni, a seguito della morte delle piante, ai proprietari di vivai e campi agricoli di tipo economico e di salute, a seguito della possibile caduta degli alberi. Per i casi sospetti di presenza di tarli, siamo a disposizione per intervenire con:

  • la soluzione a microonde che ci permette di agire nelle parti più profonde del legno senza danneggiarlo, abbattendo anche le larve e gli acari con l’utilizza di una doppia campana;
  • l’applicazione di prodotti chimici;
  • l’uso del calore e la sterilizzazione dell’area interessata
  • l’installazione di barriere protettive per evitare l’arrivo di questi coleotteri;
  • la disinfestazione tarli a infrarossi per eliminare i tarli nella profondità del legno grazie alle onde lunghe generate da pannelli termici che li abbattono in ogni momento della loro evoluzione biologica.

Non esitare a contattarci in caso di focolaio di tarlo asiatico o di altre specie simili. Con una consulenza gratuita valuteremo la situazione e procederemo con la disinfestazione tarli. Riceverai un preventivo gratuito e personalizzato per conoscere i nostri interventi all’avanguardia e che non danneggiano l’ambiente.

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